ILARIA 的个人资料Windows Live Spaces di I...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
6月24日 la guerriera della distruzioneQUESTO E' IL PRIMO CAPITOLO DEL MIO NUOVO RACCONTO. HO DECISO DI METTERE SOLO QUESTO PERCHE' NON VORREI RIEMPIRE IL BLOG CON TUTTI I CAPITOLI, BENCHE' IL RACCONTO NON SIA LUNGO. SE QUALCUNO PENSA CHE GLI POSSA INTERESSARE.... BASTA CHIEDERE! Non pioveva più. Ma dentro al suo cuore sentiva ancora il lento ticchettare dell'inesorabile passare del tempo. Joan si appoggiò al davanzale, poggiando il volto stanco sui polsi e attaccando la fronte bagnata alla finestra di vetro, l'unica ad essere praticamente integra. Abbassò i grandi occhi neri per vedere ciò che era rimasto di lei, del suo corpo. Le gambe nude, semi nascoste da un paio di pantaloncini neri, erano graffiate, mentre le punte delle scarpe bianche sporche di sangue. La canotta, che un tempo doveva essere stata bianca, era quasi del tutto ricoperta da fuliggine. I lunghi capelli castano ramati che aveva raccolto in un'alta coda di cavallo, le gocciolavano sulle spalle e, con un gesto infastidito della mano, li gettò indietro perchè non la disturbassero ulteriormente. Le mani le tremavano e il braccio, vicino alla spalla, era ricoperto da una leggera benda colorata di rosso, ad indicare dove era stata ferita soltanto pochi minuti prima. Si voltò. Gli occhi dei presenti erano fissi su di lei: occhi azzurri, occhi castani, occhi verdi. In quel momento, senza sapere perchè, si domandò come fosse possibile che quattro fratelli fossero così diversi tra loro, ma poi vide brillare in ciascuno sguardo una luce che li accomunava tutti: la determinazione. In primo piano c'era lui, Peter. Era il più grande, di venticinque anni. Capelli castano chiari, viso magro, leggermente deforme, un naso adunco che sembrava voler nascondere il suo piccolo ed unico orgoglio: due piccoli occhi azzurro cielo. Il corpo magrissimo e piegato in avanti era ricoperto da un impermeabile troppo grande per lui, slacciato. Accanto c'era Sarah, la più piccola dei quattro. Sarah aveva diciassette anni, capelli d'un biondo quasi spento, simile al bianco, occhi verdi accesi, e un corpo molto basso e magro. E poi c'era Josh. Benchè Joan tentasse di non fare preferenze fra i suoi fratelli, non poteva nascondere di aver un debole per il suo gemello. Entrambi erano nati ventidue anni prima. Josh aveva gli stessi capelli neri di lei, lunghi, lisci e gli occhi erano castano-ramati, come quelli di Joan. Il fatto che fossero gemelli conferiva ai due i poteri più grandi della famiglia, ma anche opposti. Ciascuno dei due possedeva un potere diverso dall'altro, di grado contrario. "torneranno..." sibilò Joan guardando di nuovo fuori dalla finestra. Il vetro era colorato da miriade di piccole goccioline che, fino a pochi minuti prima, avevano tamburellato creando un lento e inesorabile ticchettio, al quanto stancante. "non possiamo combatterli. Sono più di noi" rispose calmo, ma con tono saggio, il maggiore, Peter. Sarah scosse il capo, muovendo i capelli biondi "se Joan dice che si può fare sono con lei" sorrise all'indirizzo della sorella "aspettiamo solo che tu ci dica quello che dobbiamo fare" La ragazza scosse il capo. Guadò Josh, l'unico che non si era pronunciato e l'unico a cui si sarebbe volentieri affidata. Ma il gemello, questa volta, scosse il capo con un sorriso "sei tu il nostro capo, lo sai. Forse non quando siamo Peter, Joan, Josh e Sarah. Ma quando siamo guerrieri tu sei la più forte, e l'unica che abbia abbastanza potere da combattere i nostri nemici. Devi essere tu a decidere" In realtà, da quando il loro precettore, maestro Shou, aveva dimostrato la superiorità del potere di Joan rispetto a quelli degli altri tre fratelli e ne aveva fatto il leader, Joan si era sentita sprofondare. Non aveva mai avuto l'aspirazione di detenere un potere e una responsabilità così grandi e, di certo, non se la sentiva di dover essere la prima e l'unica a decidere cosa fosse meglio per la sua famiglia. Avrebbe desiderato che il maestro Shou fosse lì accanto a lei, come lo era stato quando aveva nove anni. Sorrise al ricordo di come il vecchio maestro l'avesse presa per le mani e le avesse fatto lanciare la sua prima fiamma. D'un tratto il filo dei suoi pensieri fu interrotto da Sarah che, con un gridolino attenuato, si accasciò sulle ginocchia e si strinse le tempie fra le mani, stringendo occhi e denti. "Sarah! Che succede?" La ragazza guardò Peter che le aveva rivolto la domanda "loro sono qui"
Il grandissimo potere di Sarah di poter sentire i rumori a grande distanza, anche i rumori più fievoli, o i sussurri, non li aveva mai fatti sbagliare prima di quel momento. Ciascuno dei tre fratelli confidava che, anche questa volta, non li avrebbe portati fuori strada. Oltretutto, se le previsioni di Josh e di Joan erano esatte, i loro nemici sarebbe dovuti tornare molto presto. "non se ne andranno senza ciò per cui sono venuti" mormorò Joan, occhi vigili, respiro affannoso, ma in un certo senso controllato. Josh annuì, accanto a lei "non li lasceremo avere quell'oggetto. Abbiamo promesso che avremmo dato anche la nostra vita, piuttosto" "come facciamo?" domandò allora Sarah rialzandosi "non possiamo trasformarci fuori da questo vecchio edificio. Ci sono delle persone! Se ci vedessero trasformati.... le nostre identità non sarebbero più al sicuro" Joan notò una luce negli occhi della sorellina. Non seppe spiegarsene il motivo, ma ogni volta che si presentava un pericolo e che nasceva la necessità di trasformarsi, Sarah sembrava quella più contenta, incurante del problema. Come se diventare una guerriera per lei equivalesse a un bel gioco. E la cosa, non poteva nasconderlo più ormai, la terrorizzava. Un giorno o l'altro la ragazza si sarebbe messa nei guai. Certo, come aveva detto maestro Shou una volta, anche Joan e Josh una volta, a diciassette anni, erano stati così irruenti. Sperò soltanto che Sarah, passata quell'età, diventasse più razionale e sensata. "ci trasformeremo qui... dentro l'edificio. Terremo qui la battaglia. Voglio finirla una volta tanto" esclamò Joan con determinazione. Peter annuì "non abbiamo altro da fare. Joan.... a te tocca l'ordine" La ragazza guardò i tre fratelli. Nessuno di loro trepidava o tremava. Sapeva che erano pronti a usare fino all'ultima forza o all'ultimo potere per proteggere l'oggetto e loro stessi. Non esitò. "trasformatevi! Ora"
Sarah fu la prima ad afferrare il ciondolo a forma di stella gialla che portava al collo. Stringendolo gridò a pieni polmoni "Guerriera della Luce e del Suono: Sidya" Prima che qualcun altro potesse dire un'altra parola, una forte luce giallo-arancione investì la ragazza e un forte vento le sollevò in alto i capelli. Un paio di secondi dopo, Sarah era stata sostituita da una giovane guerriera. I suoi abiti erano cambiati. Ora indossava una maglietta bianca a maniche gialle e una gonnellina gialla, con sandali dello stesso colore. Sulla fronte splendeva un diadema arancione su cui brillava una piccola stellina, identica a quella del ciondolo. Peter afferrò il proprio ciondolo, una piccola gocciolina azzurra e gridò a sua volta "Guerriero dell'oceano: Munick!" Al posto della luce e del vento, questa volta, comparve dal nulla un'ondata d'acqua che, però, sembrò non bagnare minimamente il giovane uomo, benchè lo colpisse in pieno. Un attimo dopo ne uscì Munick, il guerriero dell'acqua, con una tuta formata da una maglia blu e un paio di pantaloni neri. Sulla fronte un diadema blu con la stessa goccia del ciondolo. Josh e Joan si guardarono. "sbrigati Josh!" gridò la ragazza. Lui annuì e, afferrando il piccolo ciondolo bianco su cui brillava un piccolo occhio onniveggente. "Guerriero del Futuro: Nitiras!" Un vento fresco lo colpì, arruffando i lunghi capelli neri. Pressoché immediatamente ne uscì Nitiras, col suo abito bianco e il diadema dello stesso colore con l'occhio onniveggente al centro. Joan afferrò, per ultima, il ciondolo nero su cui spiccava in tre colori diversi una piccola fiamma. Poiché Josh e Joan erano gemelli, ogni colore dell'uno si opponeva a quello dell'altro. Stringendolo, chiuse gli occhi e gridò "Guerriera della distruzione: Daphne!" Questa volta, dal nulla, spuntarono alte lingue di fuoco che avvolsero la giovane donna, senza che una di esse bruciasse vestiti o pelle. Dal fuoco uscì l'ultima dei quattro guerrieri. Vestita d'un abito bianco e nero, con una gonnellina nera che le arrivava sopra le ginocchia, ne uscì Daphne, sulla cui fronte spiccava il diadema nero con la lingua di fuoco rossa arancio. "dobbiamo prendere le nostre cose" disse Sarah, con eccitazione. Daphne annuì. "ci penso io" sussurrò. Chiudendo gli occhi tese le mani in avanti e, aperti i palmi, rimase in quella posizione per qualche secondo. Dal nulla, davanti a lei, comparve un sostanza fluida e trasparente che, rimanendo sospesa nell'aria, conteneva al proprio interno quattro distinti oggetti, imprigionati nella sostanza simile a gelatina. "prendeteli" Peter afferrò la mano per afferrare una lunga penna azzurra. Sarah prese un paio di orecchini a forma di stelle arancioni, che prontamente indossò. Josh non ebbe bisogno di allungare le mani. Con un fischio svegliò quello che, a prima vista, era un uccello morto o addormentato. Quando questi prese il volo per posarsi infine sul braccio teso del ragazzo, si riuscì a capire che era una splendida fenice. Joan, infine, afferrò l'ultimo oggetto rimasto. Era uno splendido bastone nero a forma di spirale che, in cima, si diramava in cinque rami che, al centro, proteggevano una sfera lilla. D'un tratto Nitiras, il guerriero del futuro, strinse le tempie tra le mani con dolore e cadde in ginocchio. D'istinto tutti i fratelli si voltarono a guardarlo. Gli occhi di Nitiras diventarono completamente bianchi. La sua voce, dapprima roca e fievole, divenne quasi cavernosa e profonda "sono già entrati nella scuola. Entreranno nella classe fra meno di due minuti" Sarah si aggrappò al braccio della sorella maggiore "sono tanti.... sento il loro rumore. Come li combatteremo se sono più di noi?" Daphne la zittì dolcemente con un vago cenno della mano "non ti preoccupare Sidya... se dovesse accadere qualcosa voi scapperete. Io coprirò la fuga di tutti. Ma ricordate che la regola più importante è che tutti voi rimaniate uniti" "siete tutti pronti?" domandò Munick. Sidya fece un passo incerto in avanti. Poi pose una mano alla tempia, nello stesso momento in cui gli occhi bianchi di Nitiras tornarono del loro consueto colore. "Sidya....?" Daphne le si approssimò. La guerriera alzò gli occhi. I suoi occhi si colorarono di arancione "sono qui"
La porta fu fatta cadere con un grosso boato. Nella stanza irruppero sette uomini, vestiti tutti con la medesima tuta nera. Meno uno che, per distinguersi, avvolgeva il corpo con un pesante mantello nero rossastro. "Jakob!" gridò Munick digrignando i denti e puntando l'indice sull'uomo dal lungo mantello. "avrei dovuto immaginare che dietro a questa storia c'eri tu" Jakob sorrise "guarda, guarda... in un modo o nell'altro finisce sempre che noi dobbiamo scontrarci, non è così?" Un suo sottoposto, dai capelli dì un fiammeggiante rosso e occhi dello stesso colore, sorrise "come vi chiamano?" li schernì "ah si" finse di ricordare "i guerrieri della protezione!" "buffo, dal fatto che non avete nemmeno idea di ciò che dovete proteggere" proseguì sullo stesso tono Jakob. "il maestro Shou ci ha detto che avremmo dovuto proteggerlo da gente come voi! E noi obbediamo a quest'ordine!" urlò Nitiras. Jakob e l'uomo dai capelli rossi risero "dimenticate che voi siete soltanto in quattro, mentre noi in sette. Anche ammesso che siate disposti a dare la vostra vita, credete valga la pena di combattere? Non avete la benchè minima speranza di vincere o di andare vicino alla vittoria" Munick si fece avanti "noi abbiamo poteri più grandi dei vostri" Jakob sorrise di nuovo, non si scompose "e cosa? Qualche goccia d'acqua fredda? Qualche assurda previsione del futuro? Ah no... dimenticavo un bel raggio di luce!" I suoi sottoposti risero come a volergli dare corda. Ma questa volta fu Nitiras a sorridere con determinazione perchè, facendo un passo in avanti, indicò Daphne, accanto a lui "noi abbiamo lei" Jakob socchiuse le labbra, ammirando la guerriera indicata con un certo sorriso " aa è davvero tanti tempo che non ci incontriamo, non è così... Joan? come ti chiamava quel vecchio pazzo di Shou? ah, ora ricordo. La guerriera della distruzione, non è così? Mi chiedo, guerriera.... sarai in grado di combatterci da sola? Tu stessa sai che i poteri dei tuoi fratelli non sono la metà del tuo. Saresti disposta anche a rimanere vittima del tuo stesso grande potere?" mormorò con provocazione. Nitiras stava già per intervenire in difesa della sorella, ma qualcosa lo fermò. Abbassando lo sguardo, Nitiras notò che la punta di un bastone che racchiudeva una sfera lilla lo aveva fermato al petto. Si voltò sorpreso. Daphne non stava rispondendo al suo stupito sguardo. Ma stava guardando, senza nè odio nè eccitazione, Jakob "non mi importa se intendi provocare me o un altro di noi. La mia risposta è si. Shou ha insegnato ad ognuno di noi a combattere per qualcosa per cui vale davvero la pena dare anche la vita, se necessario. Questo immagino che tu non l'abbia mai capito, Jakob. I suoi insegnamenti per te erano inutili. Sei sempre rimasto cieco e sordo, e non mi sorprende ora vederti dal lato sbagliato dello schieramento" Jakob fece una smorfia. "immagino quindi che non ci darete ciò per cui siamo venuti" Sidya lo guardò con sommo disprezzo e, per la prima volta, parlò "ve lo potete scordare! Moriremo se necessario" L'uomo dai capelli rossi sorrise "dolcezza, non dovresti farneticare di vita e morta. Stai pur certa che il mio signore sa ben togliertele entrambe, se vuole" "allora che se la prenda" Sidya si mise in posizione, come se intendesse mandare subito il primo potere, ma ancora una volta Daphne con estrema calma la fermò, riportando l'ordine. "non ancora...." guardò Jakob "cosa stai cercando? Qual è l'oggetto e perchè lo vuoi?" L'uomo sorrise "lo saprai presto. Ma se sopravvivrai al duello contro di me, sarò felice di mandarti dal tuo maestro Shou perchè sia lui stesso a dirtelo" Poi si voltò a guardare il suo sottoposto dai capelli rossi che, accanto a lui, fremeva e fingeva di ridere, benchè l'unica cosa che lo divertisse in quell'istante fosse la consapevolezza di avere l'adrenalina alle stelle. "lingua di Fuoco" lo chiamò "sai cosa fare" Jakob si voltò nuovamente verso i quattro guerrieri della protezione, ma il suo sguardo fu concentrato solo su Daphne. "quando vogliamo cominciare?" Daphne espirò, con gli occhi chiusi. Puntò il bastone in terra, a mezzo metro da lei. Poi guardò Jakob. Nei suoi occhi brillò una luce violacea. "ora" 评论 (5)
引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://sweethilary90.spaces.live.com/blog/cns!A253AE0ED15A82EB!1271.trak 引用此项的网络日志
|
|
|